Bull and bear

Ferrari, Stellantis e il 2035: Il Tramonto dell’Industria Automobilistica Italiana?
Di: Bull N Bear

Mentre i mercati finanziari brindano alle trimestrali record e i CEO si scambiano complimenti per i margini operativi, chi vive il mondo dell’auto con realismo vede i segnali di un declino strutturale profondo. La presentazione della Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, non è solo un nuovo modello: è il simbolo di una mutazione genetica che rischia di cancellare l’identità stessa del nostro automobilismo.

La fine del “Modello Modena”
Ferrari è nata e cresciuta grazie a un ecosistema unico al mondo: la Motor Valley. Non era solo una fabbrica, ma una rete di piccole aziende artigiane orgogliose di fornire “il pezzo per la Ferrari”. C’era un impegno che andava oltre il contratto, una passione che rendeva ogni componente un’opera d’arte.

L’attuale gestione, guidata da Benedetto Vigna e dalla visione finanziaria di Exor, sta smantellando questo patrimonio. Trattare Ferrari come un marchio di lusso globale — vendendo magliette, profumi e lifestyle — significa declassare l’auto a semplice accessorio. Quando si perde il legame con il territorio e con l’orgoglio dei propri fornitori, si perde l’anima del prodotto. Il rischio è che Ferrari diventi un guscio vuoto, un nome altisonante su un prodotto mediocre, seguendo la triste parabola già tracciata per Maserati, Alfa Romeo e Lancia.

Il miraggio del 2035: Un’industria senza energia
La politica europea ha imposto la rincorsa all’elettrico fissando la scadenza del 2035, ma senza pianificare le fondamenta. Ieri, osservando il traffico incessante di auto e camion a Modena, la domanda è sorta spontanea: come faremo tra meno di dieci anni?

La rete elettrica: In Italia abbiamo infrastrutture che hanno mediamente 30 anni. Non sono state progettate per sostenere il carico di milioni di veicoli in ricarica simultanea. Senza investimenti massicci, il sistema semplicemente non reggerà.
Il tabù del Nucleare: Per alimentare una mobilità interamente elettrica serve energia costante e abbondante. Le rinnovabili da sole non bastano. Eppure, in Italia non abbiamo investito un euro sul nucleare di nuova generazione. Se iniziassimo oggi, ci vorrebbero almeno 12 anni per vedere una centrale, ma metà del Paese è ancora contraria per ideologia.
Senza energia e senza reti, l’elettrico per tutti non è una soluzione, è un’utopia che ci condannerà a una drastica riduzione della libertà di movimento.

L’errore strategico dell’Euro 7
In questo scenario, l’introduzione della normativa Euro 7 appare come un accanimento terapeutico. Obbligare le aziende a investire miliardi per limare le emissioni di motori termici che la politica ha già deciso di bandire è un controsenso economico. Sono risorse sottratte alla vera innovazione, spese per inseguire standard burocratici mentre i competitor americani e cinesi ci sorpassano a destra, avendo puntato tutto sulle nuove tecnologie senza il fardello di normative europee schizofreniche.

Noi “Boomers” non siamo stupidi
Il management attuale sembra aver deciso di fare a meno degli appassionati storici, i cosiddetti “boomers”, considerandoci un retaggio del passato ancorato al rumore del motore termico. È un errore di valutazione fatale. Noi siamo quelli che hanno costruito e sostenuto il mito del Cavallino e degli altri marchi storici.

Se la Ferrari smette di essere un sogno ingegneristico per diventare un gadget tecnologico per nuovi ricchi globali, noi ci allontaneremo. E con noi sparirà l’indotto di milioni di persone che, pur non potendosi permettere una Ferrari, ne alimentavano il prestigio con la loro ammirazione. Senza questa base popolare e tecnica, il marchio si svuota di significato.

Conclusione: Trimestrali contro Sopravvivenza
L’obiettivo di Vigna e dei vertici di Stellantis sembra essere la prossima trimestrale, il dividendo immediato per gli azionisti. Ma la visione industriale richiede decenni, non mesi. Stiamo dilapidando un patrimonio di competenze e passione in nome di una transizione elettrica gestita male e di una finanziarizzazione estrema.

  1. Se non torniamo a mettere al centro il prodotto, l’ingegneria e una seria pianificazione energetica nazionale, il futuro dell’auto in Italia non sarà elettrico: sarà semplicemente inesistente. Ci manderanno in giro a piedi, mentre i marchi che hanno fatto la nostra storia diventeranno etichette su prodotti mediocri fabbricati altrove

 

 

Altre guide interessanti

Le Guide di Bullnbear (di tutto di più)

Pensione e pensioni

Un Viaggio nell’ Universo degli Stipendi

Raccomandate

Lavora con noi:  le Aziende che assumono

Pubblicità  tutto sugli spot delle migliori aziende 

.

BULLNBEARGAMES

Un mondo di giochi da tavolo, kickstarter e accessori ludici