
Il futuro di Quota 103 e l’età media delle pensioni anticipate. Il confronto tra governo e parti sociali per superare gradualmente alcuni capitoli della legge Fornero segna il passo. E con il trascorrere delle settimane cominciano a moltiplicarsi gli interrogativi sul “dopo Quota 103”: la via d’uscita anticipata introdotta dal governo Meloni con l’ultima legge di bilancio che fino al 31 dicembre 2023 consente il pensionamento con 62 anni d’età e 41 anni di contribuzione.
Il destino di Quota 103
Quota 103, che dal 1° gennaio ha preso il posto di Quota 102 (uscita con almeno 64 anni d’età e 38 di versamenti), si esaurirà il 31 dicembre 2023. Il governo punta a superare gradualmente la legge Fornero per consentire l’uscita con 41 anni di contributi a prescindere dell’età anagrafica (Quota 41), ma questo obiettivo non potrà sicuramente essere centrato il prossimo anno. Per il 2024 dovrebbe quindi essere individuata un’altra misura-ponte per consentire l’uscita anticipata. E non è da escludere del tutto che un prolungamento di Quota 103 possa far parte delle opzioni da valutare nei prossimi mesi.
Le pensioni anticipate erogate nel 2022
Quasi il 31% delle pensioni erogate dall’Inps nel 2022 è riconducibile a trattamenti anticipati. Come emerge dall’ultimo monitoraggio sui flussi di pensionamento condotto dall’Inps nei mesi scorsi, dei 779.791 trattamenti erogati con decorrenza 2022 dall’ente previdenziale, guidato da Pasquale Tridico, quasi il 31% è riconducibile a trattamenti anticipati o prepensionamenti.
Pensioni anticipate, la situazione attuale e il confronto con il passato
La gestione delle pensioni anticipate nel 2022
Il 53% di tutte le pensioni con decorrenza 2022 è stato anticipato
Il tasso di anticipazione scende al 34% per i lavoratori dipendenti e gli artigiani
Le soglie di pensionamento anticipato nel passato
Le soglie di pensionamento anticipato attuali sono lontane dai requisiti iper-vantaggiosi del passato
Nel passato si poteva accedere alle cosiddette “baby pensioni”
Le baby pensioni attuali
L’Inps è costretto a liquidare ancora 185mila baby pensioni
La maggior parte di questi assegni è pagata alle donne (149mila) e la durata media del trattamento è di 36 anni per le donne e 35 anni per gli uomini
Il costo annuale di queste baby pensioni sfiora i 3 miliardi di euro
Conclusione
La gestione delle pensioni anticipate è cambiata nel corso degli anni
Le soglie attuali sono meno vantaggiose rispetto al passato
Tuttavia, l’Inps continua a dover pagare un numero considerevole di baby pensioni, soprattutto alle donne, con un costo annuale elevato.
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